+ Coro delle Mondine di Novi di Modena
... oh mamma mia, oh che tormento...
... sento ancora la fanghiglia tra le dita dei piedi e la mia schiena non è più quella d'un tempo. Ma dentro sento sempre le nostre voci, vedo le nostre mani nell'acqua e il caporale sulla riva che ci controlla. Si canta, si ride, ma è per non pensare, per non sentire il tempo e la fatica. Ma pensi... pensi a casa, ai figli piccoli che ti cercano, al marito, alla miseria che cresce come i debiti sul libretto dei conti del pane, della carne...
Non fai caso alle bisce, alle zanzare, al sole che filtra dal cappellone di paglia, al sudore che cola, alle vesciche ai piedi e alle mani, e pensi che prima o poi passerà.
Sono vecchia della monda, e guardo le ragazzine per ritornare ai miei ricordi di quell'età...
... ma più forti dei cannoni noi sarem...
Perché la nostra storia?
Perchè non abbiamo altro da lasciare, la nostra eredità di donne che hanno faticato e sofferto, combattuto e pianto, riso e cantato, comunque hanno vissuto per ciò che oggi sembra così naturale e scontato.
Perché la nostra storia?
Per i nostri figli e per quelli degli altri, perché nessuno dimentichi, perché umiltà, sacrificio, fede in un mondo diverso non ci abbandonino mai, perché una musica, perché una canzone abbiano davvero un senso e le parole non si perdano nel vento e nelle luci effimere di un palcoscenico.
Perché la nostra storia?
Perché l'amore dei nostri ricordi diventi motivo di lotta per l'affermazione dell'uomo, delle sue idee, del senso di giustizia e solidarietà che dobbiamo coltivare come si coltiva un mazzetto di riso. Perché anche noi, così piccole, così niente, siamo una radice della storia di chi verrà dopo di noi e ci piace pensare che non siamo state inutili.
... dedicato a Torino Gilioli...
... lui ci chiamava così: le mie canterine.
Come sia iniziata ce lo ricordiamo ancora, eppure sono passati più di trent'anni. Si andava in gita, erano gli anni Settanta, e, si sa, in corriera si finisce sempre col cantare. E noi, là in fondo, di canzoni ne conoscevamo tante, erano il pane della risaia, dove appena ragazzine avevamo condiviso la dura vita delle mondine. Così, quasi per gioco, ci siamo ritrovate di nuovo insieme e siamo diventate "il coro delle Mondine".
È cominciata un'avventura indimenticabile, scritta tutta nel nostro cuore, che ci ha portato dalle piazze nei teatri, nelle scuole e case di riposo, in radio e televisione, in rassegne e manifestazioni, in giro per l'Italia e per il mondo. Spesso pensiamo con affetto ai tanti volti che ci hanno seguito con entusiasmo negli anni passati, ai volti di amici che non sono più qui a cantare con noi. A questi volti se ne sono sovrapposti altri e così sarà domani, finché ci sarà la voglia di cantare e di continuare a credere nel valore della memoria e delle nostre radici.
... grazie, maestro!
Grazie anche a tutti coloro, amici e sostenitori, che condividono con noi il piacere del canto, l'amore per la cultura popolare e l'impegno e la speranza di una vita migliore.
... le ragazze del coro!







